Arriva lo standard Google AMP, rivoluzione speed nel giornalismo digitale via mobile

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Standard AMP Google-demo 

“An architectural framework built for speed”

Dopo il restyling del logo, pensato soprattutto per la visualizzazione via mobile, Google continua ad implementare tecnologie atte a favorire il caricamento e l’ottimizzazione dei contenuti da smartphone e tablet, soprattutto per quanto concerne il giornalismo digitale.

 “AMPlificare il mobile web

Questo il titolo del post pubblicato dal Blog Google in proposito. Con lo standard Accelerated Mobile Pages ( AMP), infatti, la fruizione dei contenuti via mobile sarà molto più veloce, nel tentativo di arginare al massimo la fuga degli utenti dai siti mobile. L’obiettivo, quello di migliorare le prestazioni del web mobile.

Per contenuti, oltre ai testi intendiamo infografiche, video e annunci pubblicitari che faticano a caricarsi normalmente. Il progetto si basa sul formato AMP HTML, che sarà adottato dagli altri servizi come Google News e in partnership tecnologica con attori come Pinterst e Twitter, ma anche WordPress, Adobe, Linkedin. In collaborazione con i più grandi editori mondiali del calibro di Condè Nest, The New York Times, The Guardian, El Pais e La Stampa( in tutto sono 30), il progetto, che sarà presentato ufficialmente nel 2016, si basa sulla tecnologia Open Source legata al web server Apache, in grado di sviluppare e mettere a disposizione di tutti gli editori le medesime componenti, sfruttando standard aperti ed aprendo gratuitamente a tutti i server di cache.

“Abbiamo sviluppato un nuovo approccio al caching, che consente all’editore di continuare a ospitare il proprio contenuto pur permettendone una distribuzione efficiente attraverso la cache globale ad alte prestazioni di Google”.Google-Digital News Iniziative

Il risultato sarà una consultazione immediata dei contenuti da tutti i dispositivi mobile, con la possibilità di scelta di ogni editore del network pubblicitario che non penalizzi l’esperienza di navigazione degli utenti da mobile.

 

 

Guarda qui la demo Google. Questi i tre punti fondamentali su cui si baserà il progetto:

 

  • “Contenuto: Gli editori fanno sempre più affidamento su caroselli di immagini, mappe, plug-in di social, infografiche e video per rendere distintivi e più interattivi i propri articoli. Hanno anche bisogno di pubblicità e analytics per monetizzare il contenuto e per capire cosa piace e cosa non piace ai lettori. Il Progetto AMP offre un approccio open source che consente agli editori di concentrarsi sulla produzione di contenuto di qualità, affidandosi a componenti condivise per assicurare elevate prestazioni e una straordinaria esperienza all’utente. Le specifiche tecniche iniziali – sviluppate con il contributo e il codice dei nostri partner editoriali e tecnologici – vengono rilasciate oggi su Github
  • Distribuzione: Gli editori vogliono che i lettori possano fruire dei loro contenuti sempre e ovunque, di conseguenza la distribuzione attraverso tutti i tipi di piattaforme e di dispositivi e’ cruciale. Per questo abbiamo sviluppato un nuovo approccio al caching, che consente all’editore di continuare a ospitare il proprio contenuto pur permettendone una distribuzione efficiente attraverso la cache globale ad alte prestazioni di Google. Intendiamo aprire i nostri server di cache affinché possano essere usati gratuitamente da chiunque. 
  • Advertising: La pubblicità aiuta a finanziare servizi e contenuti gratuiti sul web. Con le Accelerated Mobile Pages vogliamo supportare una vasta gamma di formati, reti e tecnologie pubblicitarie. Ogni sito che utilizzerà l’AMP HTML manterrà la possibilità di scegliere il network pubblicitario, così come formati che non penalizzino l’esperienza mobile. Anche il supporto degli abbonamenti e dei paywall è una componente strategica del progetto. Lavoreremo con gli editori e gli altri attori del settore per definire i parametri di un’esperienza pubblicitaria che garantisca quella velocità a cui puntiamo con AMP.”

Google Blog

Lo standard che rende il web mobile più “leggero”, è stato progettato per scrivere in un codice unitario JavaScript che ingloberà tutti gli altri eventi della pagina, compresa la pubblicità, restituendo un risultato più pulito e navigabile ed eliminando così tutti gli altri orpelli grafici, tra le cause del rallentamento delle pagine.

La volontà di Google di migliorare l’esperienza di navigazione relativa al giornalismo digitale, semplificandone quindi la fruizione da parte degli utenti online, è stata già avviata con il programma Digital News Iniziative, avviato ad aprile 2015 in collaborazione con 8 editori europei.  L’iniziativa contemplerà lo stanziamento di circa 150 milioni di euro in tre anni premiando i contenuti giornalistici più originali ed innovativi, mettendo insieme giornalisti, ingegneri Google ed esperti di marketing, con lo scopo di realizzare notizie profilate, pensate su misura su ogni utente. Questo significa anche concepire notizie in base ai diversi supporti, come ad esempio le “pillole” destinate agli smartwatch. Di pari passo, a questo punto, anche la pubblicità online si adeguerà ai nuovi standard, diventando, di volta in volta, sempre più cucita addosso ai gusti e alle preferenze di chi legge e si informa grazie a questi nuovi e potenziati strumenti di consultazione.

 Fonti: Google Blog, Wired, The Guardian, Il Fatto Quotidiano

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