E-commerce al tempo dello smartphone: come pagare e tutelarsi nel 2015

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Come registrato dagli ultimi dati Audiweb sulla Digital Audience in Italia a Marzo 2015, gli accessi ad internet via mobile sono stati 9 milioni su 21,9 milioni di utenti nel giorno medio. E-commerce e acquisti via smartphone e tablet hanno chiuso il 2014 con un + 15% rispetto all’anno precedente, superando i 15 miliardi di euro. In sostanza, come evidenziato da una recente rilevazione effettuata dal Consorzio Netcomm ed Ecommerce Foundation, 1 acquisto su 4 è stato fatto via smartphome e tablet. Le previsioni per il 2015 parlano di una crescita in questo senso del 68% portando gli acquisti via mobile vicini ai 2 miliardi di euro.

Alla luce di questi dati, e considerando le potenzialità e le rosee previsioni di crescita del settore e-commerce per quanto concerne gli acquisti in mobilità, comprendere oggi quali siano le tutele per i “consumatori” e i prodotti che possono agevolare gli acquisti con questi strumenti è molto importante, anche perché, soprattutto in Italia, non è sempre possibile usare lo smartphone in via diretta per compiere acquisti nei negozi o sul web.

Il sole24ore ha dedicato un interessante articolo sull’argomento, elencando e segnalando alcuni prodotti molto utili in tal senso. Si parla, ad esempio dell’applicazione Ubi Pay, abilitata al trasferimento di denaro, messa a disposizione dei clienti da Ubi Banca con la soluzione Jiffy( a cui per il momento aderiscono 13 banche in Italia). Il trasferimento di denaro da uno smartphone all’altro può avvenire soltanto tra utenti Ubi Pay, mentre dal 1 luglio 2015 partirà il progetto Jiffy Pay di Intesa san Paolo coinvolgendo, quindi, un maggior numero di utenze. Le utenze si allargheranno arrivando all’80% dei correntisti italiani nel momento in cui tutte le banche aderiranno a Jiffy. In questo modo sarà molto più semplice e diffuso trasferire denaro direttamente dalla rubrica telefonica.e commerce mobile

Altre novità relative ai pagamenti via mobile riguardano il fatto che molti esercenti stanno investendo per adeguare i loro terminali (ad esempio nei supermercati) alla lettura del bar code delle carte fedeltà dallo smartphone, mentre gli operatori di telefonia lavorano per implementare al meglio la definizione dei codici a barre per renderli leggibili da parte di tutti i sistemi di casse già entro il 2015.

Infine, non potevano mancare tra i pagamenti in mobilità le applicazioni per pagare bollette direttamente con lo smartphone, come il WoW di Che Banca. Queste operazioni tenderanno in futuro ad aumentare con wallet adibiti a questa funzione, anche se oggi le app messe a disposizione dei telefonini per pagare direttamente le bollette sono diverse: Mediolanum, UniCredit, Intesa Sanpaolo, Bpm, Credem, l’app Bollettino di Poste Italiane offrono già gli strumenti adatti.

E dal primo luglio, arrivano anche maggior tutele per chi effettua acquisti con Pay Pal, soprattutto per quanto riguarda la politica di protezione relativa alla merce danneggiata o difettosa. Una forma di protezione che sarà estesa ai beni fisici, quindi oggetti di varia natura e ai beni immateriali come musica, download, biglietti per concerti, viaggi, ecc.  La “protezione”, servizio che Pay Pal mette a disposizione degli acquirenti, prevede quindi dei rimborsi in caso di ordini mancati o difformi.

Per quanto riguarda le tutele relative agli acquisti effettuati via e-commerce, il nuovo decreto legislativo (21/2014) offre maggiore protezione nei confronti di contratti stipulati a distanza e lontani dai locali commerciali. Oltre all’introduzione degli obblighi informativi pre-contrattuali e identitari relativi al venditore, la nuova legge lo obbliga ad inviare al compratore una conferma scritta delle informazioni date in sede di conclusione del contratto, con consegna della merce non oltre 30 giorni dalla stipula del contratto.

Davanti ad un contesto economico che cambia in maniera abbastanza veloce, dove modalità e abitudini di acquisto/vendita di beni mutano in maniera sostanziale, esercenti ed operatori, ma anche legislatori, offrendo maggiori tutele in tal senso, ridisegnano quasi all’unisono una nuova “geografia di scambio della moneta”. Una moneta elettronica ma molto, molto “pesante” e soprattutto influente: basta pensare che, nel solo 2014, i posti di lavoro creati dall’e-commerce in Europa sono stati 2,5 milioni e che oggi, per chiunque abbia un’attività commerciale, essere presente sul web e avere la possibilità di vendere e di arrivare all’utenza che acquista utilizzando smartphone, tablet e pc diventa fondamentale per sopravvivere economicamente parlando.

Fonti: Consorzio Netcomm, ilSole24Ore, Audiweb, Nielsen

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