E-commerce internazionale: opportunità di business vincente per PMI e Made in Italy

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 Inglese, francese, russo, portoghese, spagnolo, arabo. Queste sono solo alcune delle principali lingue parlate oggi dall’e-commerce internazionale, un mercato che offre potenzialità di business enormi per l’Italia, la quale, però, su questo fronte risulta ben poco competitiva.

Le stime di settore prevedono che nel 2018 le vendite Cross Country nel mondo raggiungeranno i 308 miliardi di dollari con 130 milioni di acquirenti coinvolti: perché perdere una così abbondante fetta di mercato riservata al nostro paese, con le incredibili potenzialità che offre?

Il quadro italiano nello scenario dell’E-commerce internazionale

In Italia, le prime 200 imprese web hanno una quota del 70%. Nonostante questo, le aziende che competono sul mercato internazionale online sono ben poche e il nostro paese è di fatto assente nella competizione globale. Da una recente indagine Google Doxa, l’e-commerce è un vero e proprio volano del made in Italy all’estero ed esiste una relazione diretta e positiva tra digitalizzazione, internazionalizzazione ed esportazione delle PMI italiane.

L’e-commerce offre sotto questo punto di vista grandi possibilità di espansione, soprattutto se si avvale di una strategia di export tramite l’online marketing, considerando le caratteristiche dell’e-commerce di ogni paese e del mercato di riferimento.  

Gastronomia, abbigliamento, calzature, accessori, arredo design, vino e prodotti eno-gastronomici di qualità ma anche moltissimo altro, oggi hanno potenziali spazi di mercato veramente importanti all’estero, ma senza un adeguamento tecnologico mirato si rischia di perdere competitività a livello globale

E-commerce  internazionale- opportunità di business vincente per le PMI e per il Made in Italy

Ottime possibilità per l’e-business Made in Italy

Le grandi, piccole e medie imprese italiane si stanno finalmente rendendo conto delle ottime possibilità di business del Made in Italy, passando in soli tre anni da 9 a 16 milioni di acquirenti online italiani, ed un andamento di fatturato complessivo nel 2014 di oltre 13 miliardi di euro, circa + 20% rispetto agli ultimi anni. Il made in Italy e la grande distribuzione registrano quindi enormi potenzialità offrendo modelli di business e di vendita alternativi a quelli tradizionali in costante crisi.

Un ecosistema di 2,6 miliardi di potenziali acquirenti e 1,2 miliardi effettivi

La dicotomia tra quello che il mercato globale chiede e la stasi dell’e-commerce in Italia è ancora più netta se si colloca il mercato italiano nel contesto digitale mondiale, basandoci sulle principali ricerche in proposito: oggi, infatti, gli acquirenti che comprano prodotti online nel mondo sono 1,2 miliardi su un ecosistema formato da circa 2,6  miliardi di persone che sono attive sul web.

L’e-commerce è quindi a tutti gli effetti un driver primario dello sviluppo dell’economia mondiale ed è un canale rilevante per l’export. Attraverso le opportunità espresse ed offerte dall’e-commerce è quindi possibile per le aziende italiane far fronte alla forte domanda globale, sia dei mercati più maturi come l’Europa e l’America settentrionale (che vantano una spesa nell’e-commerce importantissima: dai 333 ai 363 miliardi di dollari), che dei mercati emergenti, con i loro interessanti trend di sviluppo (Cina, Arabia Saudita, Russia, Algeria ). La domanda di export italiano è forte e un adeguamento dell’e-commerce in Italia, dal punto di vista tecnico e commerciale è indispensabile per proporre soluzioni complete e mirate.

Perché è importante adottare una strategia di e-commerce internazionale?

Tutte le prerevisioni di crescita sull’e-commerce sono al rialzo o registrano conferme: dal 21% previsto per le transazioni cross border in Europa al dato relativo al 61% dell’export dei prodotti italiani in paesi come America ed Europa, per non parlare dei mercati emergenti. In un contesto del genere, dominato da entrambi gli scenari, l’e-commerce è e diventerà sempre di più un canale di esportazione primario.

Oggi il consumatore, tramite internet non effettua soltanto acquisti, ma si informa sui prodotti, cerca un comparatore prezzi, si affida ai motori di ricerca per arrivare al prodotto.

Proprio perché è raro che in ogni azienda esista una politica di marketing adeguata alle esigenze di penetrazione nei mercati esteri tramite una strategia di e-commerce di questo tipo, è necessario affidarsi ad aziende competenti che sappiano valutare quale azioni intraprendere, investendo nell’e-business per non perdere guadagni anche nei canali tradizionali.

Fonti: Consorzio Netcomm | Osservatorio eCommerce B2c Netcomm del Politecnico di Milano | Google Doxa | Paper: L’e-commerce: un’opportunità di sviluppo per l’economia italiana