Knowledge Graph e posizionamento su Google: concorrenti o complici?

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  Posizionamento Google e Knowledge Graph

Nel posizionamento su Google tra i fattori determinanti per l’ottenimento di risultati di rilievo c’è senza dubbio quello di tener conto di Knowledge Graph,  antesignano del web semantico. Si tratta di una funzione di ricerca introdotta in Italia il 4 dicembre 2012, fondamentale per quella che viene chiamata “ricerca semantica”, ovvero il futuro,  ma già presente più che consolidato, della ricerca su Google e probabilmente anche su tutti gli altri motori di ricerca.

In un articolo da noi pubblicato su questo Blog il 12 dicembre 2012 in occasione del lancio in Italia di Knowledge Graph, ecco cosa scrivevamo:

 “Bisognerà posizionare un sito tenendo conto che Google, attraverso Knowledge Graph, privilegerà sempre più il contesto e meno le parole chiave e i link, riconoscendo oggetti come persone, recensioni, video, aziende, ricette, musica. E’ importante quindi che un sito contenga uno di questi prodotti per poter essere considerato nei risultati di Google. Bisogna quindi partire da questo e comprendere come sviluppare le strategie seo più appropriate.”

Ma come funziona Knowledge Graph? E i suoi risultati possono interferire con il search marketing o si possono invece integrare con essi?

I cambiamenti che Knowledge Graph  ha apportato nella modalità di ricerca ma soprattutto nei risultati sono relativi al significato della query digitata, riportano non ad un solo risultato ma più risultati corrispondenti tra loro, interconnessi dalla reale entità del termine cercato. Per fare un esempio, riportando quello citato dal Blog Google Italia, digitando Parma nel motore di ricerca l’esito non riguarderà soltanto la città emiliana, ma anche la squadra di calcio che si chiama in questo modo e non solo. Knowledge Graph ha quindi introdotto un modello di ricerca intelligente in grado di intercettare le relazioni tra gli oggetti e comprendere i legami tra le in formazioni, restituendo risultati più completi e precisi dal punto di vista semantico.

knowledge graph e ricerca semantica

Proprio per questo, se vogliamo ottenere un posizionamento su Google più performante dobbiamo tener conto anche di Knowledge Graph e della ricerca semantica, cercando il più possibile di creare un sito web, o comunque qualsiasi tipo di spazio su internet che abbiamo in mente, cercando il più possibile di essere precisi e pertinenti con il nostro settore di ricerca( magari inserendo approfondimenti e contenuti correlati, come appunto video, informazioni utili per le ricerche degli utenti e così via). In questo modo Google, con la modalità Knowledge Graph, intercetterà i nostri contenuti come legati ad una data ricerca che deve rispecchiare in maniera dettagliata e particolareggiata il nostro ambito commerciale o comunque il settore di appartenenza. La ricerca semantica mira a far conoscere non solo il singolo termine di ricerca, ma anche tutte le informazioni ad esso correlate, gli approfondimenti di sorta, le relazioni e le corrispondenze tra termini, oggetti, contesti storici, geografici, territoriali e così via.

La portata di Knowledge Graph è molto ampia e mira a contenere un numero sempre maggiore di informazioni che si contano in decine di miliardi e centinaia di milioni di oggetti. Quindi, se da un lato occorre essere il più precisi possibili perché le interrogazioni( query ) su Google rimandano a risultati pertinenti per l’utente che effettua la ricerca( avvicinando il più possibile in ottica commerciale domanda ed offerta), da un lato, grazie a Knowledge Graph si potrebbero avere visite anche partendo da una ricerca non esattamente pertinente con le principali keywords legate al nostro sito web, ma magari a quelle correlate.

Infatti grazie a questo strumento, Google sta diventando un grande motore di ricerca intelligente in grado di restituire risultati che appartengono ad un’ “intelligenza collettiva”.  

Per spiegare meglio il fenomeno in continua evoluzione di Knowledge Graph, si potrebbe dire che questo strumento di ricerca ha introdotto in Google la capacità di individuare e collegare fatti, cose, luoghi e persone in maniera simile all’intelligenza umana, acquistando una specie di “sensibilità” ed aiutando Google a ottimizzare al meglio il suo algoritmo. In questo modo i risultati tendono ad essere più rilevanti e con il tempo, mirano a diventare sempre più accurati per gli utenti.

Knowledge Graph-la grande bellezza

Digitando ad esempio “la grande bellezza”, nel riquadro a destra su Google compariranno locandina del film, informazioni come breve sinossi, regista, anno, attori e tutte le ricerche correlate. Un quadro abbastanza completo che offre nell’immediato all’utente una serie di informazioni utili ed approfondite, relazionate tra loro. Allo stesso tempo, nei risultati di ricerca tradizionali, compariranno anche articoli di approfondimento e/o di critica al film.

Digitando “frutta secca” ecco invece cosa comparirà:

Knowledge Graph-frutta secca

Da notare che Google riporta  anche alcuni risultati della ricerca sulle Mappe, con commercianti di frutta secca locali che in questo modo si ritrovano in prima pagina. Partendo quindi da un termine generico come frutta secca, ecco che è possibile arrivare anche ai singoli commercianti che sono posizionati su Google e alle ricerche correlate.

Knowledge Graph-frutta secca-ricerche correlate

La domanda, che si pone anche Jayson DeMers sulla rivista Forbes è questa: possono quindi i risultati riportati grazie a Knowledge Graph, in virtù della loro completezza, interferire con il search marketing e quindi sul posizionamento su Google? Sembrerebbe di si, anche se è chiaro che Knowledge Graph non può certo coprire tutta la gamma di informazioni che un utente cerca su Google, soprattutto per quanto riguarda keyword legate a prodotti commerciali e/o servizi con un certo volume di ricerca. Questo significa che i siti web che propongono determinati prodotti o servizi, devono offrire informazioni e contenuti sempre più dettagliati e conformi alle query di ricerca privilegiando l’immediatezza e la completezza delle informazioni stesse, nonché la pertinenza con ciò che gli utenti vogliono. Una competizione? Non proprio, senza dubbio due modalità di ricerca diverse, che però non si escludono completamente a vicenda: di sicuro un’evoluzione concreta nella ricerca semantica.

Fonti e risorse:

Forbes.com,

Googleitalia

Sito ufficiale Knowledge Graph

 

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