Matt Cutts, l’ingegnere anti-spam di Google incubo dei SEO

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Hi, my name is Matt Cutts and I joined Google as a software engineer in January 2000. I’m currently the head of Google’s Webspam team. I sometimes blog about things, but please bear in mind my disclaimer. Before Google, I worked on my Ph.D. in computer graphics at the University of North Carolina at Chapel Hill. I have an M.S. from UNC-Chapel Hill, and B.S. degrees in both mathematics and computer science from the University of Kentucky. I wrote the first version of SafeSearch, which is Google’s family filter, and I’ve worked on search quality and webspam at Google for the last several years. (Matt Cutts)

Ecco come si presenta Matt Cutts sul proprio blog personale. Poche informazioni ma importanti, come il fatto che è un ingegnere del software, che lavora per Google dal 2000 nel ruolo di responsabile del team anti-spam, e che non si prende nessuna responsabilità per quello che dice riguardo alle novità del più importante motore di ricerca al mondo. Matt Cutts, per chi non è un addetto ai lavori, è un nome che non dirà molto, ma per chi si occupa di strategie SEO è una specie di oracolo.

L’immagine che si è costruito nella comunità dei SEO deriva indubbiamente dal ruolo che ricopre, dal quale ha spesso fatto annunci e anticipazioni su scelte operate dal colosso di Mountain View. Il ruolo di Matt Cutts, in realtà, non sarebbe nemmeno quello dell’addetto stampa, ma è un vestito che ha scelto di indossare un po’ per gioco, un po’ per testare di continuo l’umore della comunità e un po’ per influenzare le strategie di web marketing. Perché ogni sua parola viene pesata e centellinata e anche una semplice risposta, non ufficiale, su Twitter può scatenare dibattito. 

E sono proprio le strategie di web marketing l’obiettivo di molti degli annunci shock dati dall’ingegnere di Google. Quando annunciò, nell’estate del 2013, l’imminente lancio di Penguin 2.0, molti operatori del settore vennero colti da veri e propri attacchi di panico, soprattutto nel passaggio in cui Cutts annunciava una lotta senza quartiere allo spam. Ecco un estratto dell’annuncio: 

“Siamo vicini al rilascio della prossima generazione del Penguin. Internamente lo chiamiamo “Penguin 2.0″, ed è – lo ripeto – un algoritmo dedicato a colpire il “blackhat webspam”, indirizzato ad affrontare questo problema. E’ più completo del Penguin 1.0, e ci aspettiamo che andrà un po’ più a fondo, che avrà un impatto maggiore rispetto alla prima versione del Penguin.”

La lotta allo spam portata avanti da Google, più spesso annunciata che condotta per davvero, ha l’obiettivo di ripulire le SERP dai contenuti privi di qualità. Ovviamente ogni annuncio è atteso da chi si occupa di strategie SEO con molta impazienza, perché potrebbe significare perdita di risultati ottenuti, crollo delle visite, abbassamento del rating di un sito etc. L’attesa che genera ogni annuncio di Matt Cutts è dovuto anche ad uno stile volutamente ambiguo, che lascia intendere ma non chiarisce, che anticipa e rimanda.

È così che Cutts è diventato una specie di super arbitro che applica di volta in volta nuove regole con cui misurarsi, e questo rappresenta un problema soprattutto per coloro che ricorrono a trucchi e metodologie al limite della correttezza. D’altra parte, però, va anche rilevato come ad ogni annuncio segua un dibattito molto acceso, che vede la comunità dei SEO discutere, dibattere e confrontarsi, facendo emergere elementi sempre nuovi da inserire nel proprio profilo di competenze.

In conclusione, quello che maggiormente interessa chi lavora nel mondo del web marketing, è la certezza delle regole del gioco e avere la garanzia che un lavoro di qualità paghi. Il noto motore di ricerca non sempre si distingue per trasparenza, lasciando ancora troppo spazio a chi sfrutta le debolezze del segretissimo algoritmo di Google, per alterare risultati e procedure. In questo senso, gli annunci di Cutts sembrano avere, spesso, proprio l’intento di fare da deterrente ai furbetti della rete.

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