Pubblicità Facebook? Sempre più su misura degli utenti

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Che la pubblicità su Facebook sia sempre più a misura di utente non è una novità. Il perché è presto detto: con un ricavato di 7 miliardi di dollari nel 2013 ed un aumento del 70 per cento dei ricavi nel primo trimestre 2014, la pubblicità su Facebook è un potente e soprattutto fruttuoso strumento di business.

Già da tempo, infatti, sia sulla bacheca che sulla home del noto Social Network sono comparsi annunci che ricalcano in qualche modo le preferenze d’acquisto dei clienti, ma non solo. Gli annunci appaiono profilati sui gusti e sugli orientamenti in maniera sempre più mirata.

Le strategie della pubblicità su Facebook  sono le seguenti:

 

  • uso a scopo pubblicitario dei siti visitati dagli utenti e delle applicazioni istallate sui cellulari

 

  • consentire ai propri sponsor di arrivare agli utenti che hanno visitato i loro siti web o che sono stati loro clienti

 

Al di là di ogni considerazione sulla privacy, quindi, l’interesse commerciale di Facebook nei confronti dell’enorme banca dati che ha a disposizione supera ogni critica. In questo approccio pubblicitario sempre più mirato ci ritroveremo quindi su Facebook  le pubblicità dei siti che abbiamo visitato. Negli USA, mediante accordi, la pubblicità è ancora più customizzata con lo sfruttamento dei dati di acquisto delle carte di credito e carte fedeltà.

La pubblicità su Facebook è sempre più customizzata e personalizzata

L’obiettivo pubblicitario è supportato da una conoscenza più dettagliata dell’utente di cui Facebook conosce più cose rispetto a qualsiasi altra azienda. Chi vuole tirarsi fuori da questo meccanismo, può farlo anche se l’operazione risulta in parte complicata: occorre  esplicitare il diniego del consenso andando nelle opzioni della privacy di Facebook: questo implica che ogni utente ne sia quindi consapevole. Gli utenti americani, invece, hanno anche un altro strumento ( che Facebook promette di estendere anche agli utenti non americani) per rimuovere i dati che desiderano ai fini pubblicitari: si chiama Ad Preferences e contiene le informazioni relative agli utenti ed usate per fare pubblicità su Facebook.

Queste iniziative fanno parte del tentativo da parte di tutti i big di internet di dare maggiore controllo agli utenti sui propri dati personali. Il fine, però, resta sempre quello di fare pubblicità sempre più personalizzata, quindi la strategia usata resta comunque quella di fornire strumenti blandi per arginare il fenomeno per arrivare ad un equilibrio funzionale alla pubblicità ad hoc, su cui si fonda il business dei Big.

E’ in virtù di questi meccanismi che intrecciano obiettivi commerciali con tutela della privacy, che la Commissione UE  cerca da tempo di proporre una nuova normativa per la privacy europea nei confronti dei diritti degli utenti rispetto ai colossi Web, per il momento ancora in fase di stallo.

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