Quando Google fu presentato al mondo

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Google1998

 “In questo documento, vi presentiamo Google…” era il 1998. Due ragazzi, Sergey Brin e Larry Page, presentavano il nuovo motore di ricerca Google al mondo, con il paper The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine, alla World Wide Web Conference di Brisbane. Le keyword? World Wide Web, Search Engines, Information Retrieval, PageRank, Google…

Oggi, esattamente 17 anni dopo, lo stesso “paper” ha vinto la prima edizione del Seoul Test of Time Award, premio annunciato durante la 24 esima edizione della International World Wide Web Conference appena chiusasi a Firenze.

Ecco cosa scrivono Brin e Page nell’abstract del paper:

 “In this paper, we present Google, a prototype of a large-scale search engine which makes heavy use of the structure present in hypertext. Google is designed to crawl and index the Web efficiently and produce much more satisfying search results than existing systems. The prototype with a full text and hyperlink database of at least 24 million pages is available at http://google.stanford.edu/ To engineer a search engine is a challenging task. Search engines index tens to hundreds of millions of web pages involving a comparable number of distinct terms. They answer tens of millions of queries every day. Despite the importance of large-scale search engines on the web, very little academic research has been done on them. Furthermore, due to rapid advance in technology and web proliferation, creating a web search engine today is very different from three years ago. This paper provides an in-depth description of our large-scale web search engine — the first such detailed public description we know of to date. Apart from the problems of scaling traditional search techniques to data of this magnitude, there are new technical challenges involved with using the additional information present in hypertext to produce better search results. This paper addresses this question of how to build a practical large-scale system which can exploit the additional information present in hypertext. Also we look at the problem of how to effectively deal with uncontrolled hypertext collections where anyone can publish anything they want.”

Google Paper-The anatomy of a search engine

 Il succo di tutto, è quello di “produce better search results” ma soprattutto  “produce much more satisfying search results than existing systems”, usando “additional information present in hypertext”.

Nel documento c’è di tutto: dal PageRank all’anchor text, all’info grafica di una prima architettura del neonato Google. Una delle frasi che più colpisce, con il senno di poi, è “We hope Google will be a resource for searchers and researchers all around the world and will spark the next generation of search engine technology.”

Oggi, Google è il motore di ricerca più usato al mondo, al punto di essere spesso sotto l’occhio del ciclone per presunta posizione dominante nei confronti degli altri Motori di ricerca e soprattutto per lo sfruttamento dei Big Data.

Il premio, meritatissimo e simbolico allo stesso tempo, è sintomatico dell’impatto incredibile che ha avuto il lavoro scientifico di Brin e Page sulla società. Oggi, infatti, il motore di ricerca Google è diventato così potente anche dal punto di vista comunicativo, da essere praticamente identificato con il web, anche se Google non è il web. O almeno, il web non è solo Google.

Ma quando nacque il web, inteso esattamente come oggi lo percepiamo e lo usiamo? Il web nacque nel 1989, concepito da Tim Berners-Lee al Cern di Ginevra, mentre la prima conferenza WWW fu organizzata sempre al Cern da Robert Cailliau nel 1994.

Scopo delle conferenze WWW, che si tengono ogni anno a rotazione tra Asia ed America, vuole essere l’approfondimento intorno ai temi caldi del web: l’impatto sulla società e sulla cultura, la standardizzazione delle sue tecnologie, con la partecipazione di utenti, imprese, sviluppatori e ricercatori. Insomma, tutti gli attori che hanno contribuito e che continuano a cooperare allo sviluppo della grande “ragnatela” mondiale.

Fonti: Il sole24ore, infolab.stanford.edu, www2015.it

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