Trend Digitali del 2016: i cinque punti di Edelman

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 social media influencer

Quali saranno (e sono) i trend digitali nel 2016? Eccoli, sintetizzati in cinque punti da Edelman Digital, leader mondiale nell’individuazione dei trends e nella valutazione degli insight, con le principali tendenze nel settore digitale, relative ai media, alle strategie di branding e ai mezzi utilizzati.

Si tratta, in sostanza, di tendenze già preannunciate dalle numerose analisi relative alla digital audience effettuate periodicamente da Nielsen in collaborazione con Audiweb, come risulta dall’affermazione crescente dei video, che, secondo Edelman, saranno sempre più diffusi e che entro tre anni, potrebbero generare l’80% del traffico sul web.

video generated content

I video, realizzati appositamente per Twitter e Snapchat, ad esempio, con almeno 10 miliardi di visualizzazioni quotidiane, oltre ad essere scaricati e visti dagli utenti sono anche girati e montati dagli stessi che li guardano. Si tratta della tendenza dell’user generated content che riguarda non solo la creazione dei video ma il boom crescente della produzione d’immagini, che sembra essere inarrestabile.

Da non sottovalutare, poi, tra i principali trend digitali del 2016, i cosiddetti influencer, cioè coloro che esprimendo determinate opinioni sui brand, riescono “dal basso” ad influenzare alcune categorie di consumatori e veicolarli all’acquisto dei prodotti brandizzati. L’influencer può essere chiunque, compresa la “celebrità”, una specie di “testimonial non testimonial”, e spesso sono dei veri e propri produttori di contenuti, in grado con le loro strategie di marketing di influenzare in maniera massiccia l’opinione degli utenti sul web. Una prova? Il successo ottenuto da Buzzole, la prima IEO influence-engine-optimization italiana.

influencer

Social network ed e-commerce. Un matrimonio annunciato, senza dubbio, quello tra i social e il tasto”buy botton”, che da la possibilità di effettuare acquisti direttamente sulla piattaforma e senza uscirne. Si chiama Social commerce ed è un mercato che solo nel 2015 ha generato 30 miliardi di dollari e il 2016 non dovrebbe essere da meno, confermando la tendenza.

social commerce

Anche riguardo al social listening, ovvero la capacità di ascolto e  di attenzione dei brand verso i consumatori, si era già parlato nel corso degli ultimi anni. Si tratta di una modalità di approccio nei confronti dei consumatori che va oltre la brand reputation e che abbraccia una serie di azioni mirate non solo ad incrementare la consapevolezza del brand, ovvero brand awareness, ma anche la fiducia che gli utenti-consumatori nutrono nel brand stesso, che deve seguirli e coccolarli, conquistarli senza perdere colpi in un mondo, quello digitale, fatto di competitors agguerriti e tantissime realtà che nascono ogni giorno con il fine di catturare fasce di utenti con campagne di marketing sempre più segmentizzate e targetizzate. Sono il 78% dei consumatori, quindi, a ritenere importantissimo l’ascolto dei brand nei loro confronti, captandone le emozioni, il livello di soddisfazione, i reclami, le idee, le proposte e così via ed ecco che in questi casi, i social network, come canale diretto diventa fondamentale.

Ciò che conta, soprattutto, è la capacità dei brand di ascoltare e testare la temperatura generale, quindi il livello di soddisfazione o insoddisfazione, cercando di venire incontro ai naviganti consumatori nel migliore dei modi possibili e con strategie mirate. Ogni consumatore vuole sentirsi unico e non parte di una massa informe, ed ecco che entrano in gioco i contenuti mirati, pensati per ogni singolo utente. Un’attenzione che viene sempre più premiata dall’utente con la sua fedeltà al brand.

Brand Storytelling

 

Al punto cinque, delle principali tendenze digitali analizzate da Endelman per il 2016, potrebbe esserci la realtà virtuale, intesa come nuova frontiera del brand storytelling. Come dimostra, infatti, l’acquisizione dell’Oculus Rift da parte del liceo Majorana di Brindisi (il primo in Italia) la realtà virtuale può diventare un vero e proprio plus in diverse discipline e materie, grazie alla capacità di trasportare le persone in un mondo completamente staccato, immergendoli al 360° in una realtà coinvolgente ed emozionante. La parola chiave è quindi “emozione”, seguita da “coinvolgimento”, quello su cui puntano i brand attraverso una nuova declinazione dello storytelling mediata proprio dalla realtà virtuale di Oculus Rift.

storytelling-realtà virtuale

I trend digitali del 2016 saranno sempre più improntati, quindi, sull’istantaneità dei contenuti, su strategie mirate al coinvolgimento degli utenti da parte dei brand intesi come produttori di contenuti e non solo semplici consumatori, sulla capacità di conquistarli e di captarne le sensazioni, gli umori, le insoddisfazioni per correggere il tiro e fidelizzarli il più possibile e infine, con la realtà virtuale e lo storytelling; il 2016 vedrà probabilmente la nascita e una prima affermazione di questo straordinario connubio, grazie al quale si assesteranno i colpi più incisivi e potenti: quelli mirati al profondo delle emozioni e dell’inconscio, attraverso una strategia borderline, ancora da decifrare, da comprendere e da analizzare con la giusta consapevolezza.

 

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