Web semantico, ecco come si evolveranno la pubblicità su Facebook e le ricerche su Google con il Deep learning

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Web semantico, ecco come si evolveranno la pubblicità su Facebook e le ricerche su Google con il Deep learning

 Il web semantico, nei Social Network così come nelle tecniche seo, finalizzate al posizionamento nei motori di ricerca, è ormai la tendenza principale degli algoritmi e dei codici che regolano la navigazione su Internet, attraverso quello che viene chiamato  “Deep Learning”.

Un futuro sempre più dominato, quindi, dal web semantico, in cui software e algoritmi che imitano i flussi cerebrali saranno in grado di intrepretare i post dei social network come Facebook, senza bisogno di riconoscere le parole chiave. Un approccio semantico in cui i contenuti verranno riconosciuti in maniera più intuitiva e quindi immediatamente e più facilmente sfruttati dalla pubblicità online, soprattutto per colossi come Facebook, il cui core business  si basa sullo sfruttamento dei dati che emergono, giorno dopo giorno, ora dopo ora, dai comportamenti degli utenti  sul celeberrimo Social.

Quello che, in sostanza, si tenderà a fare sempre di più, sarà capire, tra le righe, le intenzioni espresse nei nostri post, ovvero leggere nei sottintesi, nelle ironie quello che cerchiamo, al di là di interessi preimpostati, di hashtag o keyword, che spesso non sono in grado di cogliere tali sfumature.  Già con il Sintext, ci si avvicinava a questo modello:

“Il Sintext, ovvero come ottimizzare al meglio la scrittura per il posizionamento sui motori di ricerca. Sintext è un termine figlio del semiomarketing, tecnica di scrittura utilizzata per potenziare il seo copywriting rivolto a sua volta all’ottimizzazione della comunicazione digitale business oriented.”

Oggi anche questo modello appare superato, dal momento che si tenderà sempre di più a penetrare nel significato del linguaggio per “monetizzare” il più possibile, partendo non solo da ciò che viene scritto e detto, ma da ciò che si nasconde nelle pieghe di quello che si scrive su Facebook & Co. La nuova task Force tecnologica  che sta mettendo in piedi, è quindi, dedicata al Deep Learning, letteralmente apprendimento profondo, tramite tecniche informatiche che prevedono l’uso di software ed algoritmi in grado di imitare il funzionamento del cervello o almeno dei neuroni, per scavare in profondità all’interno dei contenuti online.

Web semantico, ecco come si evolveranno la pubblicità su Facebook e le ricerche su Google con il Deep learning

 

Questa “profondità” colpirà un po’ tutto: dal riconoscimento delle emozioni nei testi, a quelle facciali, agli oggetti nelle immagini, mirando alla costruzione di una rete neutrale artificiale ad imitazione di quella umana, che procede a piccoli passi e piccoli concetti, al fine di vendere inserzioni pubblicitarie sempre più mirate e, si presume, redditizie.

Questo è quello che Google sta già facendo con il nuovo algoritmo Hummingbird:

“Le funzionalità del nuovo motore di ricerca Google vedranno maggiore potenza, efficienza  e duttilità d’uso, con un nuovo algoritmo chiamato come uno dei più piccoli uccelli esistenti in natura, Hummingbird,  l’uccello tropicale colibrì.

La caratteristica di questo piccolo animale sta nella sua aura magica e leggendaria che riporta, in base ad una credenza azteca, alle origini del creato. In sostanza, le nuove funzionalità di Google, annunciate nello stesso garage di Menlo Parck in California, dove nacque per mano di Larry Page e Sergey Brin, 15 anni fa il più usato motore di ricerca al mondo, si concentreranno sulla capacità di risposta veloce anche alle richieste più complesse, lunghe ed articolate. Merito di Hummingbird, che dovrà comprendere il linguaggio umano e tutte le sue ambigue sfaccettature. Il linguaggio che potremo usare per effettuare le nostre ricerche diverrà, quindi, in base a queste considerazioni, più fluido e vicino a quello parlato, senza dover considerare come si fa adesso una priorità o una sequenza specifica di parole per sollecitare la ricerca desiderata e centrare l’obiettivo.  Di pari passo le ricerche potrebbero convergere con l’identificazione della voce umana ed il traduttore automatico, che sono peraltro già in dotazione di Google Glass.”

 

Il nuovo algoritmo Google Hummingbird

Non a caso, uno dei programmatori dell’ équipe dell’intelligenza artificiale di Facebook che lavora al progetto Deep Learning, è Marc’Aurelio Ranzato, che viene proprio da un’esperienza professionale con Google.
Oggi, sulla bacheca di Facebook  dovrebbero esserci ogni volta circa 1.500 contenuti per utente, invece ne vediamo di volta in volta fra i 30 e i 40.  Questo accade perché vi  scorrono i contenuti per i quali abbiamo in passato mostrato maggiore interesse, in base ad un concetto secondo il quale “gli utenti producono più dati e usano il social network in modi molto diversi”. Il leitmotiv di questa strategia commerciale è in  sostanza quello di deliziare gli utenti esattamente con ciò che cercano e che vogliono in pochissimo tempo, tenendo conto che la maggior parte dei collegamenti a Facebook e ad internet è da Mobile ed è continua, con il contatto costante con sempre più amici con cui interagire in tempo reale, e spesso avviene durante momenti di pausa e o di attesa, spesso di una manciata di minuti.  Il concetto è quello di dare all’utente ciò che egli vuole e in poco tempo, dandogli i contenuti più appropriati, quelli di cui parlano ogni giorno.

Tornando a Google, che più di tutti, visto il suo ruolo di leadership nei motori di ricerca, ci tiene a conservare questo predominio guardando sempre più in avanti, proprio per realizzare un progetto di Web semantico sempre più profondo e performante, ha assunto lo scrittore e futurista Ray Kurzweil per intercettare e approntare strategie sempre più in grado di replicare le attività dei neuroni della neuro corteccia cerebrale. Questo lo si può già vedere nel riconoscimento vocale di android, presente in tutti i suoi Mobile, e nei nuovi sistemi di tradizione simultanea con bassissimo indice di errore sfoggiati di recente in Cina  dal Cto Microsoft Rick Rashid. Sulle stesse tematiche sta lavorando il colosso cinese Baidu, motore di ricerca da poco alloggiato nella Silicon Valley.

Questo, quindi l’andamento di tutto il World Wide Web e delle strategie digitali, e, nello specifico, lo scopo di Facebook sarà quello di creare applicazioni sempre più profilate e che aiutino a sostenere i prodotti del gruppo, tramite una più approfondita comprensione dei propri utenti. Alla fine lo scopo resta quello di vendere, attraverso una pubblicità on line sempre più personalizzata e sempre più attenta al linguaggio e alle sue più profonde dinamiche e sfumature.

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