FacilityLive: la nuova frontiera del web semantico è un’idea italiana

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Partiamo da un estratto dell’articolo di Nigel Kendall, technology editor del Times: “se può essere fatto funzionare correttamente in tutta la rete, potrebbe cambiare ogni cosa. E ho detto ogni cosa”. Un commento secco, convinto e che lascia presagire una rivoluzione di grande portata. Ma di cosa stiamo parlando? Di FacilityLive, un motore di ricerca semantico nato dalle menti di Gianpiero Lotito e Mariuccia Teroni nel 2010. La sfida è quella di dare una nuova risposta alla domanda: come funzionano i motori di ricerca? Su base semantica.

La data di lancio, come detto, risale al 2010, ma l’idea inizia a materializzarsi nella mente dei due fondatori già all’inizio degli anni ’90, quando per impegni professionali, entrambi si misurano con la grande sfida digitale che di lì a poco i gruppi editoriali per i quali lavoravano avrebbero dovuto affrontare. Ci sono voluti anni di lavoro e numerose partecipazioni in giro per il mondo a presentare il progetto. E infatti, nel 2008 a testimonianza della bontà del progetto, durante un viaggio nella Silicon Valley, arriva l’offerta di acquisizione da parte di diverse società, tra cui MySpace, alla quale però segue un convinto rifiuto. Da allora gli sforzi si sono concentrati sullo sviluppo del progetto, che oggi viene portato avanti nel Polo Tecnologico di Pavia grazie all’investimento di alcuni industriali e diversi privati, rinunciando quindi a capitali pubblici e fondi d’investimento.

Chi si occupa di innovazioni digitali legati al mondo del web, in questi anni ne ha viste e sentite parecchie di annunciate rivoluzioni andate a finire male. Le riserve, dunque, sono legittime e giustificate. Già in passato si sono fatti annunci roboanti (ricordate Volunia?) poi finiti in un nulla di fatto. In questo caso, però, ci troviamo di fronte a qualcosa che è molto più di una buona idea, perché quando ancora lo era, aveva già suscitato l’interesse della Silicon Valley, notoriamente poco incline a buttare soldi in progetti deboli. In più, ci sono ben 43 brevetti registrati in giro per il mondo, compresi gli Stati Uniti e l’Europa e tre grandi società, Accenture, Unicredit e Vodafone, che già lo utilizzano come soluzione B2B all’interno delle loro piattaforme. web-semantico-facilitylive

Insomma, numeri importanti e interessi trasversali confermano che l’idea sta pian piano assumendo i connotati di qualcosa che se dovesse funzionare così com’e stato pensato, potrebbe davvero, come sostiene Nigel Kendall, segnare un punto epocale nella linea evolutiva del mondo digitale.

Al netto delle circostanze favorevoli che stanno accompagnando FacilityLive alla fase di lancio, momento nel quale si misurerà la sua reale consistenza, il motivo per cui suscita così tanto interesse è proprio la sua idea fondante, ossia quella di lanciare un motore di ricerca che invece di organizzare le informazioni per dati statistici, lo fa per restituire direttamente il risultato migliore, senza possibilità di scelta. Ma come funzionano i motori di ricerca? Su base statistica e fornendo risultati numerosi e approssimativi. Tra i risultati trovi qualcosa di utile ma anche tante cose inutili ai fini della tua ricerca. La differenza tra restituire dati rilevanti e dati pertinenti è sostanziale e potrebbe segnare un nuovo modo di fruire delle informazioni sul web. La sfida di FacilityLive sta esattamente in questo.

La storia dell’imprenditore che viene dalla Lucania e rifiuta una proposta milionaria per sviluppare il suo progetto in Italia, si presta bene ad una narrazione romantica e da lieto fine. La storia recente ha dimostrato che non sempre eravamo pronti, a causa di un Paese e un mercato ancora poco strutturati per poter fare da teatro a vere e proprie rivoluzioni digitali. Chissà, magari FacilityLive sarà davvero la nuova frontiera dei motori di ricerca. Staremo a vedere!

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